Vino Impigno: la Gemma Bianca di Ostuni
Tra i bianchi pugliesi c’è un vitigno raro e affascinante, legato a doppio filo alla città bianca di Ostuni: l’Impigno. Poco conosciuto fuori dalla Puglia, è una piccola gemma che merita di essere riscoperta.
Un autoctono antico
L’Impigno è un vitigno a bacca bianca autoctono e antichissimo, coltivato in particolare nella provincia di Brindisi. Secondo la tradizione il nome deriva dal viticoltore che per primo lo introdusse nella zona di Ostuni, agli inizi del Novecento. È una varietà vigorosa e resistente, che matura verso metà settembre e si adatta bene ai diversi terreni del territorio.
Dove nasce: l’Ostuni DOC
L’Impigno è il protagonista del bianco Ostuni DOC, dove entra con una percentuale compresa tra il 50 e l’85%, in blend con il Francavidda (dal 15 al 50%) ed eventualmente piccole quote di Bianco d’Alessano e Verdeca. Raramente vinificato in purezza — risulterebbe troppo leggero — dà il meglio proprio nell’assemblaggio tipico della denominazione.
Le caratteristiche del vino
I vini con forte presenza di Impigno hanno colore paglierino tenue e un profilo delicato ma profumato: emergono note di pesca e agrumi, con sfumature di erbe aromatiche e fiori d’acacia. Sono bianchi freschi, beverini e sapidi, pensati per la tavola di tutti i giorni più che per il lungo invecchiamento.
Gli abbinamenti
La sua freschezza lo rende perfetto come aperitivo e con i piatti di mare: crudi, frittura, paste con pesce e verdure di stagione. Ottimo anche con i formaggi freschi e le preparazioni delicate della cucina pugliese.
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All’Enoteca59 a Peschici amiamo proporre etichette come questa, fuori dai soliti nomi: passa a trovarci e lasciati guidare in un piccolo viaggio tra i bianchi autoctoni di Puglia.