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La cicerchia: Legume antico ma poco conosciuto

La cicerchia il legume antico della famiglia delle fabacee diffusa in Asia, Africa orientale e con molti limiti in Europa. 

Nei tempi antichi in periodi di carestia era l’unica fonte di sostentamento. Lathyrus sativus è il suo nome scientifico. 

Le prime tracce della presenza della cicerchia si ebbero intorno all’8000 a.C. in Mesopotamia prima e poi nell’antico Egitto dove divenne un alimento fondamentale della tavola per preparare pane pizza e focacce. 

Il suo seme assomiglia ad un sassolino dalla forma irregolare e dal colore che varia dal grigio al giallo opaco. E’ ricca di calcio e fosforo ma contiene anche proteine, amidi, vitamine B1 B2 e PP e fibre. 

In questo articolo:

La proprietà alimentari della cicerchia

Grande è l’importanza di ceci e legumi che hanno nelle diete e tutti i nutrizionisti sono concordi su questa tesi. 

Tutti i legumi quindi si prestano a tante preparazioni è il caso anche della cicerchia che è perfetta da mangiare per i periodi di stanchezza e convalescenza.

In 100 gr di cicerchie si trovano

  • 40,38 carboidrati
  • 36,17 proteine
  • 11,44 acqua
  • 9,74 lipidi
  • poi minerali come potassio fosforo magnesio calcio zinco sodio, selenio vitamina A B e C. 

Vengono usate nell’alimentazione dei vegetariani e vegani e favoriscono la digestione e il metabolismo e apportano benefici alla memoria e alla funzionalità celebrale. 

Fortificano poi ossa denti muscoli ed grazie alla fibra abbassano i livelli di colesterolo nel sangue.

Curiosità sulle cicerchie: 

cicerchie

Forse molti degli utenti che stanno leggendo quest’articolo non conosco le cicerchie e la loro storia, ma ho scoperto da alcune ricerche che un tempo erano uno degli alimenti principali della cucina contadina. 

Perché è un legume facile da far cresce e soprattutto cresce anche in condizioni difficili. Però ad un certo punto è caduto nel dimenticatoio… il motivo? 

Mangiare troppe cicerchie poteva provocare disturbi neurologici a causa di un particolare “acido” in esse contenuto. 

Però nessuno conosceva l’origine di questi disturbi e soprattutto che bastasse un ammollo e una cottura prolungata per eliminare qualsiasi effetto negativo sull’organismo umano. 

Ricette con le cicerchie:

Zuppa di cicerchie: 

Con l’arrivo dei primi freddi ritorna il desiderio di nutrirsi di piatti caldi e sostanziosi come la classica zuppa di legumi ma questa volta con le gustose cicerchie ideale con un filo d’olio extravergine a crudo e fette di pane tostato. 

Si può completare questa zuppa con un soffritto di sedano e cipolla aromatizzata da salvia e rosmarino.

Ingredienti : 

  • cipolla 1 bianca
  • sedano 1 costa
  • cicerchie secche 500 g
  • salvia  3 foglie
  • rosmarino 1 rametto  a discrezione propria si può aggiungere pomodoro a dadini e una patata.

In Umbria si aggiunge anche sale pepe e mentuccia, in Abruzzo si prepara la polenta con cicerchie aglio e peperoncino. 

In Puglia la minestra di cicerchia si prepara con spunzali ossia cipollotti freschi aglio pomodori e prezzemolo.

Vi lascio un po’ di video ricette che ho scovato su youtube

Cicerchia alla Pignata Chef Stefano Barbato

ZUPPA DI CICERCHIA Ricetta facile e buonissima- RICETTE DI GABRI

Pasta e cicerchie

Zuppa di Cicerchie

Zuppa di Cicerchie e Daikon Croccante

 

Vini Mastricci, 20 ettari di passione

Dall’esperte mani della famiglia Mastricci, negli anni ’50 nasce l’azienda omonima, tramandata di padre in figlio.

Oggi Antonio e Giuseppe, nipoti del fondatore, hanno ampliato notevolmente i poderi aziendali e, avvalendosi della collaborazione di personale altamente qualificato, si occupano personalmente  di 20 ettari di vigneti che hanno le loro radici a Cerignola, terra nota per la generosa produzione di vino.

L’azienda pone grande importanza nei processi produttivi; i vigneti vengono continuamente controllati in loco e le uve vengono lavorate in grandi quantità per servire commercianti e aziende.

Qui si coltiva prevalentemente uva a bacca rossa che viene trattata unicamente con preparati biologici e biodinamici; la macerazione avviene all’interno di grandi vasche d’acciaio in cui la temperatura viene mantenuta costante.

Un’azienda in continua crescita che guarda anche al mercato estero cercando di evolversi attraverso i mezzi di produzione altamente tecnologici e un prodotto finale di altissima qualità.

La volontà di Mastricci è quella di cercare di esprimere l’amore per la propria terra attraverso il vino prodotto, trasmettendo a chi lo beve la personalità e i punti di forza del produttore.

Una cantina in grado di produrre succhi d’uva, mosti e vini di qualità molto alta, per la quale la parola d’ordine è tipicità e la missione è sicuramente la valorizzazione e la promozione del territorio d’origine.

Maccone: legami di famiglia, tradizioni nel tempo

Una storia di famiglia, una passione nata tra i vigneti di Adelfia che prosegue e cresce da oltre cent’anni trasmessa di padre in figlio, attraverso  tradizione e grande dedizione.

Donato Argiuli, sostenuto e aiutato dai figli, Vito e Giuseppe, è oggi al comando di quest’azienda, le cui basi trovano radici nel rispetto più profondo del territorio.

Da qui la filosofia, collante e marchio distintivo, di coltivare unicamente vitigni locali, in perfetta sinergia e armonia con  il clima e il territorio circostante, nel cuore della terra che dà corpo, gusto e profumo al primitivo DOP Gioia del Colle.

La tradizione e i valori famigliari si assaporano e si traducono nel marchio di vini di nicchia “Maccone”, che si ispira al nome dialettale proprio dal capostipite cantiniere, uomo di grande spessore e conoscenza in ambito agricolo.

I vini che si vestono di questa etichetta provengono da Alberello, da antichissimi vitigni di circa 80 anni e producono una quantità minima di grappoli per ceppo, alzando quindi la qualità e il pregio del prodotto finale.

Lo spirito di creatività che scorre nel sangue della famiglia Angiuli ha permesso la produzione di un prodotto unico nel suo genere a livello internazione, uno Spumante Brut caratterizzato dallo speciale metodo ancestrale che prevede la fermentazione direttamente in bottiglia, senza aggiunta di zuccheri o lieviti.

 

 

 

 

 

Fatalone, la nuova dimensione del Primitivo

Fatalone è un’azienda storica che nasce sulla Collina Spiromarino- area soleggiata della Gaudella – fondata dal capostipite della famiglia, Nicola Petrera.

Il suo amore per il Primitivo è stato tramandato, di cuore in cuore, di generazione in generazione, nel corso degli anni e i suoi successori sono stati in grado di mantenere la tradizione di una piccola azienda familiare che vede nell’agricoltura biologica tutta la propria dedizione nonché un vero e proprio stile di vita.

La filosofia di questa azienda trova le sue forti fondamenta nell’assoluto rispetto della natura e della terra: la vite viene infatti considerata come fosse un essere umano, coccolata con ambienti freschi e comodi, tranquilli e in armonia. La Cantina si avvale addirittura della tecnica della musicoterapia durante il processo di vinificazione.

Il ciclo di produzione di Fatalone è al 100% ecosostenibile: non viene applicato nessun tipo di irrigazione e la cantina è dotata di un notevole impianto fotovoltaico che permette una totale autosufficienza dal punto di vista energetico.

Le viti ad alberello di Primitivo e di Greco, di circa 15 anni di età, affondano le radici in un terreno calcareo di origine marina che conferisce al vino, ricco di sali minerali, anche una nota particolarmente sapida.

Il prodotto rispecchia pienamente il territorio di appartenenza e realizza la volontà della famiglia Petrera di continuare la tradizione del Primitivo, arricchendola di nuovi aromi e profumi.

 

 

Agricole Vallone, amore per la terra

La famiglia Vallone fonda questa azienda nel ’34 giurando fedeltà all’ autenticità  territoriale e all’ identità dei vitigni autoctoni.

L’azienda si sviluppa lungo 170 ettari di terreno dividendosi in tre tenute: la Tenuta Iore, a San Pancrazio Salentino, la Tenuta Flaminio a Brindisi e quella di Castello di Serranova.

Quest’ ultima, che si affaccia sul mare godendo direttamente dei benefici che esso dona ai vitigni, racchiude in sé tutta la storia e il significato della famiglia Vallone e dei sacrifici fatti per ottenere un nettare radicato nelle origini della Puglia e in quelle del suo popolo.

Il vero simbolo di questa cantina è il Graticciaia, vino rosso a base di uva di Negroamaro, la cui forte personalità è capace di rappresentare pienamente anche la sua meravigliosa terra di appartenenza e di origine.

 

Villa Schinosa, origini antiche, profumi nostrani

Villa Schinosa si trova a Trani e si estende per circa 200 ettari; la sua cantina ha origini antichissime, risale infatti al 1884.

L’azienda è a conduzione familiare, sotto il controllo degli occhi e delle mani esperte di Ferdinando e di suo figlio Corrado che scelgono di produrre allevando unicamente vitigni autoctoni e meridionali, dall’ identità sicuramente molto forte.

Le viti vengono allevate a guyot o a cordone speronato secondo processi innovativi, seguiti passo per passo da Fernando e Corrado, che permettono un meticoloso controllo dell’ intero ciclo produttivo che si traduce, infine, in un vino dagli standard qualitativi molto elevati.

Una passione profonda e fortissima si esprime nella ricerca di un vino che parli dei profumi e degli aromi d’Italia, ben lontano da ispirazioni che trovano origine fuori dai nostri confini.

Quindi vini importanti come Uva di Troia, Fiano, Greco, Aglianico, Primitivo e il Falanghina  rappresentano la grande varietà di questa azienda, capace di distinguersi permettendo alla Puglia stessa di emergere in contesti nazionali e internazionali.

La capacità di valorizzazione del territorio, metodi e certificati biologici, passione centenaria e rispetto per la tradizione permettono a Villa Schinosa una continua evoluzione  e una produzione varia in grado di accontentare numerose fasce di utenza.

L’innovazione: Tenute Rubino, gioiello del Salento

Tenute Rubino è un’azienda situata a Brindisi, nel Salento.

Negli anni ’80, Tommaso Rubino, uomo dal forte spirito imprenditoriale, trasforma questa azienda dall’aspetto piuttosto contadino e a conduzione familiare, in una moderna realtà strutturata e dotata di mezzi tecnologici, creando una base produttiva divisa in quattro diverse tenute.

Tommaso è da sempre forte sostenitore della terra di Salento da cui trae la forza della sua azienda.

Il Salento infatti possiede tutte quelle caratteristiche ottimali in grado di permettere ai vigneti di crescere, svilupparsi e maturare in modo corretto e naturale.

La vite che meglio rappresenta le Tenute Rubino è sicuramente il Susumaniello: uva dalla bacca nera simbolo della terra brindisina.

Tommaso trasmette la stessa passione al figlio Luigi che, nel 2000, seguendo l’onda del cambiamento e dell’innovazione, inaugura una nuova cantina dedicata a vinificazione, stoccaggio e vendita del vino, dotata di tecnologie molto avanzate.

Questo è solo il primo dei numerosi cambiamenti apportati da Luigi che conferisce all’azienda il valore aggiunto dell’innovazione, senza però perdere di vista la tradizione.

Questa intuizione ha permesso all’azienda di espandere i propri confini anche all’estero, esportando le proprie etichette in altri 20 paesi nel mondo, etichette che sicuramente valorizzano i vitigni autoctoni:  il Primitivo e il Susumaniello.

Oggi Tenute Rubino è un’azienda che riesce ad avvicinarsi ad un’ utenza sicuramente più esigente e consapevole del potenziale e del valore del suo vino e della terra che gli dà la vita.

Tenute Chiaromonte, bevendo la tradizione

Tenute Chiaromonte nasce nel 1826, nel momento esatto in cui la Puglia assapora finalmente il riconoscimento ufficiale del vitigno Primitivo.

L’ omonima famiglia, tramandando la tradizione di padre in figlio, riesce nel corso degli anni a fare di questa passione un inconfondibile marchio di produzione.

Nicola Chiaromonte cresce nei vigneti di famiglia, ad Acquaviva delle Fonti, osservando le mani nodose di suo nonno e quelle di suo padre coltivare e lavorare l’uva per produrre un vino che veste un’etichetta che profuma di terra e di sacrificio.

Oggi Nicola, esperto agrotecnico, è titolare dell’azienda e lavora incessantemente ai 32 ettari di famiglia seguendo meticolosamente tutti quei passaggi che rendono la produzione interamente biologica.

Tenute Chiaromonte possiede quel giusto mix tra tradizione, innovazione e sperimentazione; Nicola ama sperimentare ma senza allontanarsi troppo dalle sue origini e senza dimenticare i preziosi insegnamenti di famiglia.

Il forte rispetto per l’ambiente e l’attenzione al dettaglio sono il motivo per il quale Tenute Chiaromonte produce un numero limitato di bottiglie di Primitivo, ottenuto dalla coltivazione di un’ attenta selezione di alberelli pugliesi.

Mantenere standard qualitativi elevati e garantire al consumatore di vivere un’ esperienza unica attraverso il consumo dei suoi vini è fondamentale e sicuramente alla base della filosofia aziendale.

 

 

 

Cantine Due Palme, quando l’unione fa la forza

Angelo Maci, classe 1943, uomo ambizioso, enologo, visceralmente legato alla sua terra d’ origine, eredita l’azienda di famiglia.

Nel 1989, insieme ad altri 15 soci, fonda Cantine Due Palme, cooperativa che oggi conta più di 1000 affiliati e oltre 2500 ettari di terreno.

Lunghe distese che si estendono tra Taranto, Brindisi e Lecce impiegate nella coltivazione di vitigni autoctoni a bacca bianca e rossa accanto ad alcune uve internazionali.

Le bottiglie di Cantine Due Palme sono tra le poche a essere caratterizzate dalla dicitura “Integralmente prodotto in azienda”, prestigiosa nota che indica che il processo di vinificazione avviene interamente all’interno dell’azienda portando il prodotto a un livello altissimo di qualità e di tracciabilità.

L’attenzione viene posta anche e soprattutto sulla valorizzazione e la conservazione dell’alberello pugliese, grande risorsa e ricchezza del territorio.

Ogni giorno vengono imbottigliate 11.000 bottiglie di vino all’ora, suddivise in 25 etichette che rappresentano la vastità dei gusti che Due Palme può incontrare e, certamente, accontentare.

Una cooperativa dalle enormi dimensioni che pone le sue basi su tre punti cardine: la qualità delle uve, l’unione delle forze e lo sguardo al mercato estero.

Angelo Maci è stato pioniere dell’esportazione, fin dai primissimi anni ’90: oggi le bottiglie Due Palme vengono esportate in 40 paesi nel mondo.

Due Palme celebra la tradizione, il sapore e il profumo della sua casa.. il Salento, terra di colori, amore, luce, passione e tradizione.

 

Cantine Polvanera, l’autenticità del primitivo murgese

Filippo Cassano ha sempre creduto nel potenziale del Primitivo della sua terra, un vino in grado di esaltare il concetto di riconoscibilità del territorio murgese.

Polvanera nasce e si sviluppa proprio attraverso l’esperienza della sua famiglia e si trova collocata tra Acquaviva delle Fonti e Gioia Del Colle.

In un contesto unico e suggestivo, tra vigneti e muretti a secco, scavata a 8 m nelle roccia calcarea sorge la Cantina, luogo le cui caratteristiche strutturali favoriscono lo sviluppo delle condizioni ottimali per un perfetto prodotto finale: la temperatura resta infatti costante consentendo  il naturale ciclo di vinificazione.

La speciale location offre inoltre ad eventuali visitatori un notevole impatto visivo .

Le etichette si diversificano anche in base al tipo di terreno e all’ altezza su cui vengono collocati i vigneti, alcuni coltivati ad alberello altri a cordone speronato, secondo dei procedimenti interamente bio.

Non vengono utilizzate botti per evitare che le naturali note sensoriali del Primitivo vengano coperte dal profumo del legno o che si scatenino eventuali processi ossidativi.

Il risultato è un Primitivo dal colore intenso che regala un’esperienza olfattiva che rimanda ai frutti rossi e alle erbe aromatiche, un nettare incredibilmente fresco caratterizzato da note speziate .

Polvanera esalta il primitivo murgese accentuandone e favorendone lo sviluppo delle caratteristiche naturali, rendendolo un vino la cui tradizione dura nel tempo.